L’approdo di Franco Ruffini nel teatro, si può dire che è della specie dell’estuario. A differenza della foce a delta, l’estuario è fatto di più rami. In uno ci sono gli studi di fisica (laurea nel 1964); in un altro c’è la passione per la scrittura (romanzi “sperimentali” tra il ’70 e il ’73, Prix Italia nel ’76 per la drammaturgia radiofonica); nell’ultimo, infine, ci sono gli “incontri con uomini straordinari”. Decisivo, nel 1970, quello con Eugenio Barba. Sebbene distinti prima di sfociare, arrivati al mare i rami dell’estuario si confondono. A tirare gli scritti di Ruffini, dicono gli amici che lo conoscono di più, sono il filo a piombo della logica, quello a giravolte del racconto, e quello tagliente come un fil di spada dell’Odin. Questa è la sua bibliografia essenziale: Commedia e festa nel Rinascimento. La Calandria alla corte di Urbino, Il Mulino, Bologna 1986. Teatro e boxe. L’atleta del cuore nella scena del Novecento, Il Mulino, Bologna 1994. I teatri di Artaud. Crudeltà, corpo-mente, Il Mulino, Bologna 1996. Stanislavskij. Dal lavoro dell’attore al lavoro su di sé, Laterza, Roma-Bari 2003 (2° ed. accresciuta 2005). Il filo rosso. Teatro e taccuini 1999-2006, Officina, Roma 2007. Craig, Grotowski, Artaud. Teatro in stato d’invenzione, Laterza, Roma-Bari 2009. The Empty Room. Studying Grotowski’s Towards a Poor Theatre, in Paul Allain ed., Grotowski’s Empty Room, Seagull, London-New York-Calcutta 2009. Necessità e virtù. “Per un teatro povero”, al futuro, in “Teatro e Storia”, n. s., 1, 2009. L’attore che vola. Boxe, acrobazia, scienza della scena, Bulzoni, Roma 2010. Ritorno nella stanza chiusa. Il mio dialogo con Jerzy Grotowski, in Studi e testimonianze in onore di Ferruccio Marotti, Il Novecento dei teatri II. L’attore: tradizione e ricerca, “Biblioteca Teatrale”, n. s., 95-96, 2010. Come un romanzo. Riflessioni su storiografia e racconto, in Studi di Storia dello Spettacolo. Omaggio a Siro Ferrone, (a c. di Stefano Mazzoni), Le Lettere, Firenze 2011. Sulla rinascita della Commedia dell’Arte. Il caso Stanislavskij, in “Teatro e Storia”, n. s., 4, 2012. Un coup de pied aux livres. Retour de l’ISTA, in Les voyages ou l’ailleurs du théâtre. Hommage à Georges Banu, (a c. di Catherine Naugrette), Alternatives théâtrales, Bruxelles 2013. L’Arca di Noè e altre storie di teatro, (a c. di Valentina Venturini), Editoriale scientifica, Napoli 2014. Dal teatro materiale al teatro sotterraneo, in “Teatro e Storia”, n. s., 6, 2014.
     I titoli coprono l’arco della militanza universitaria, dal 1976, tra Bologna, Bari e Roma. Un anno prima, nel 1975, aveva conosciuto Jerzy Grotowski, all’Università della Ricerca, a Wroclaw. Grotowski ha guidato in segreto la sua ricerca sul teatro del Novecento, ne è stato l’ago della bussola. Nel 1980 ha collaborato con Barba alla fondazione dell’ISTA (International School of Theatre Anthropology), di cui è stato, ed è tuttora, membro dell’équipe scientifico-pedagogica. Nel 1986 - insieme a Fabrizio Cruciani, Ferdinando Taviani e Claudio Meldolesi – ha contribuito a creare la rivista “Teatro e Storia”. Per quasi quarant’anni ha fatto lezione ai suoi studenti con dedizione. Con amore. E’ la cosa che più gli manca da quando, nel 2010, ha lasciato la docenza universitaria.