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Teresa Saponangelo si è presentata a noi allievi vestita di grazia e cura con cui ci ha avvolto durante tutto l’incontro.

Abbiamo ascoltato con immenso interesse la storia di una persona e, poi, di un’attrice.
Non ci sono state maschere, solo l’autenticità dell’animo di una donna che ci ha fatto ridere e commuovere, trasformando una semplice stanza in un palcoscenico luminoso in cui ogni sua parola prendeva vita intorno a noi, come solo una vera attrice sa fare. Ci ha raccontato di come tutto è iniziato, rivivendo nei suoi occhi l’immagine del portone di casa di quando era piccola, che le ricordava la porta del teatro nel quale andava.

Degli addetti ai lavori del cinema e del teatro, che abitavano la casa di famiglia come passeggeri provvisori, e di quanto lei ne fosse affascinata. Del primo ruolo interpretato. Dei periodi di stasi che una carriera di questo tipo comporta e di come affrontarli e viverli al meglio.
Delle difficoltà che una donna ha in questo mestiere. Delle proposte spiacevoli che si possono ricevere per ottenere la parte.
Di una lunga strada che ha portato al ricevere un premio prestigioso, il quale regala tanta gioia, ma di quanto sia indispensabile rimanere con i piedi per terra, perchè nessuno regala niente, perché bisogna faticare per raggiungere ciò che si desidera, e questo credo sia anche la bellezza del sudore che si versa.

Un attore non smette mai di crescere. E’ all’interno di un’evoluzione continua. E’ come comprare il biglietto di una giostra dalla quale, una volta salito, sai che non scenderai mai, ma decidi comunque di prendere quel biglietto e di affrontare salite e discese vertiginose.
Il mondo cambia e il mestiere dell’attore cambia con esso.
Bisogna stare al passo, continuare a studiare, perfezionarsi, rimanere umili e servire il prossimo, come Teresa ha fatto con noi, regalandoci una parte di se stessa. Per due ore ci ha accompagnato dentro la sua storia mano nella mano, come una mamma tiene un figlio, al quale indica con il cuore la strada da percorrere.

R. II anno

Scopriamo insieme ciò che ha suscitato questo prezioso incontro alle allieve della Scuola Fondamenta! L’incontro con teresa mi è rimasto particolarmente impresso per la sua genuinità e per il modo in cui il suo pensiero resta profondamente ancorato alla realtà del mestiere, soprattutto in un momento storico in cui sembra che chiunque possa definirsi attore grazie ai social e ai contenuti cinematografici privi di spessore.
Ho percepito una grande onestà nel suo parlare dell’importanza dello studio, dell’insegnamento e di una passione che non è esibizione, ma dedizione quotidiana.
Il suo punto di vista mi è sembrato in forte sintonia con ciò che viene trasmesso in accademia: l’idea che questo lavoro richieda tempo, ascolto, disciplina e una continua responsabilità verso ciò che si sceglie di raccontare. E’ stato un incontro che ha rafforzato il mio pensiero personale su questo mestiere, e sulla teoria che nulla accade per caso.

Aria II anno

Gli occhi di Teresa hanno trasmesso: serenità, amore per il proprio mestiere e coraggio. Quel coraggio che un giorno, noi giovani, vorremmo avere su un set e sopra ad un palcoscenico. La sua voce è quella di una donna determinata che ha scoperto, per destino o casualità, la sua strada e non l’ha mai – nonostante le difficoltà – cambiata. Senza filtri, senza inganni, da vera napoletana, Teresa è stata la protagonista di due ore colme di chiacchierare amichevoli: ci ha raccontato curiosità e consigli, aprendosi a noi, desiderosi di apprendere. Due frasi mi hanno colpito in particolare:
“Le pause non mi fanno paura perché oltre ad essere un’attrice, io sono umile e rimango semplicemente Teresa: una mamma, amica, moglie che ha tante altre passioni e le mie giornate le riempio come voglio”

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E poi:

“Non ho mai pensato di vincere un David di Donatello perché non è mai stato lo scopo del mio mestiere, io lavoravo e davo il meglio, poi se arriva, arriva. Ma non fate mai del successo il vostro unico obiettivo, altrimenti non otterrete mai veri risultati”

Anita I anno

Incontrare Teresa Saponangelo credo sia stato veramente utile e formativo per noi giovani attori. È essenziale, per chi vuole fare questo mestiere, attingere ai racconti di esperienza di chi di questa passione ha fatto la propria vita e quotidianità. Ho apprezzato tantissimo il suo ricordarci, con grande convinzione, quanto sia fondamentale essere competenti, studiare e formarsi soprattutto al giorno d’ oggi, dove troppe volte questo punto viene sottovalutato e la meritocrazia spesso scarseggia. Noi siamo giovani e spesso vacilliamo, siamo pieni di insicurezze e paure, ecco perché per me ascoltare Teresa è stato rassicurante, soprattutto quando ci ha fatto capire l’importanza di non far ruotare tutto intorno alla nostra arte ma di riempire la vita anche di altro, di essere consapevoli che oltre ad essere attori siamo anche amici di qualcuno, figli di qualcuno, fidanzati di qualcuno, per imparare a vivere meglio le frustrazioni che a volte questo lavoro comporta. È stato bello avere la possibilità di parlare con lei, farle delle domande da cui ricavare, almeno personalmente, degli insegnamenti, come l’importanza di portare le proprie origini, la propria casa e la propria storia nei personaggi. Teresa si è rapportata a noi come fosse una nostra amica, è stata spontanea, semplice, ha riso con noi, non ha messo muri o maschere, non si è preoccupata di dover fare una buona o cattiva impressione, e questo, secondo me, riassume cosa significa essere grandi artisti. Ringrazio Teresa e ringrazio Giampiero per portare a scuola sempre ottimi esempi di quello che dovrebbe essere il mestiere dell’attore.

Elena G. III anno

L’incontro con la Saponangelo, a mio avviso, è stato emotivamente appagante. Mi è piaciuto molto il modo in cui ha raccontato il suo approccio al mondo della recitazione e come abbia affrontato anche situazioni spiacevoli, mantenendo allo stesso tempo un‘energia e una forza che l’hanno contraddistinta per tutto l’incontro. Un concetto molto bello che ha espresso, quando le è stato chiesto cosa l’avesse spinta a intraprendere questo mestiere, è quello di non aver mai pensato al successo nel suo percorso di studio, bensì di essere rimasta affascinata dall’interiorità, dalla sensibilità e dalla particolarità che caratterizzano la maggior parte delle persone che fanno parte di questo ambiente. Mi trovo molto d’accordo su questo punto, perché riscontro un fascino e’ un emotività in questo ambito che, banalmente, la maggior parte delle persone ha perso dopo l’infanzia. La stessa Teresa ha trasmesso tutto ciò che ho elencato semplicemente parlandocon amore, cura e rispetto di quello che oggi è il suo mestiere, e la ringrazio per le belle sensazioni trasmesse.

Nicole I anno

«Chi nun ten curagg nun s ’ corc cu ’ e femmene belle», chi non ha coraggio non va a letto con le belle donne.
È stata la mano di Dio, film di Paolo Sorrentino.
Spesso si sente dire che, al giorno d’ oggi, scegliere di fare l’ artista sia una scelta coraggiosa. Un ’osservazione sicuramente legittima da un punto di vista razionale. Ma davvero si tratta di coraggio?
Venerdì 19 dicembre, durante un incontro presso la Scuola Fondamenta, ascoltavo le parole di Teresa Saponangelo, attrice di successo.
Raramente capita di percepire ottimismo quando si parla di arte, e Teresa è stata un’ondata di positività e leggerezza.
Il suo passato artistico, ricco di esperienze, è stato raccontato con una carica emotiva che ha evidentemente mosso gli animi in aula. Teresa ha sottolineato l’importanza di voler fare questo mestiere non guidati dalla brama di successo, ma dal desiderio di concedersi completamente all’ arte drammatica, spinti unicamente dall’ amore per essa. Durante l’incontro è stato citato James Hillman, psicologo statunitense, e la sua “Teoria della Ghianda” , secondo cui ogni individuo porta in sé il seme del proprio destino, così come una ghianda contiene già la quercia. Un talento, un ’immagine interiore di sé che attende di essere scoperta e realizzata. Questa forza interiore Hillman la chiama Daimon.
L’arte nasce da un ’ esigenza, da un desiderio profondo e incontenibile che spinge a esprimersi. E lo fa con un ’intensità tale da non considerare minimamente alcun “ rischio ” .
Forse non è coraggio. È desiderio. Sono Giuseppe Tempone, ho 27 anni e sogno di diventare un attore professionista. Onestamente, non so quanto sarà difficile realizzare questo sogno. Non so nemmeno se sia davvero questo il mio talento. Un rischio, però, ho già avuto modo di analizzarlo: rimanere nella mia vita precedente, quando la recitazione non era ancora così presente e studiavo tutt’ altro. Si stava spegnendo tutto e ho rischiato. Ora studio ciò che amo e sto vivendo uno dei periodi più belli della mia vita. Magari è anche coraggio. Magari, chissà, è lo stesso seme della ghianda.
Auguro un buon Natale e un buon anno a tutti. Soprattutto a chi ha dei sogni.

Giuseppe I anno
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Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il lavoro che Teresa svolge nell’interpretare un nuovo ruolo. Da dove parte un giovane studente di recitazione quando deve approcciarsi allo studio del personaggio? Questo è ciò che gli allievi del II anno stanno affrontando quotidianamente in accademia. Ve lo mostreremo prossimamente attraverso le loro personali riflessioni.

 

Il Diario di Bordo di Fondamenta vi augura Buone Feste e un Felice Anno Nuovo!