fbpx
Diario

ONIRO

By Febbraio 26th, 2026 No Comments

Lunedì 20 ottobre 2025, sono le 14:30. Arrivo al Teatro Villa Lazzaroni in perfetto orario. Oggi si inizia: nuova classe, tutti presenti e puntuali. Il primo giorno ha sempre qualcosa di speciale: adrenalina, volti ancora sconosciuti, tutti tesi ma trepidanti di conoscersi. È il sapore degli inizi, instabili eppure coraggiosi. Con loro comincia oggi un percorso che durerà tre anni. Chissà se ognuno ha una vaga idea di ciò che ci aspetta. Spero di no: le aspettative distraggono e deludono. E qui si lavora molto, e concentrati. Dunque, iniziamo.

Fondamenta è una scuola di recitazione, e recitare è semplice. Peccato non sia anche facile. Diventare attori richiede studio, dedizione, pazienza e, soprattutto, molto coraggio. Recitare non è un atto convenzionale: perché funzioni è necessario che sia autentico. E l’autenticità nasce dalla capacità di offrire la propria unicità, che può esprimersi solo se si ha il coraggio di conoscersi fino in fondo. Ci vuole generosità. «Voi ne avete?». In classe c’è chi sorride, chi annuisce, qualcuno osa addirittura rispondere: «Sì!». La domanda è retorica, gli sguardi rivelano tutto: questi pazzi hanno un sogno.

Dodici allievi, sette ragazze e cinque ragazzi, da tutta Italia. Diciotto anni la più giovane («quasi diciannove!»), ventisette il più grande («Cosa trenta?! Ventisette!»). Si ammazzeranno. Eppure, in aula si respira un clima di rispetto e complicità. Serietà ma anche leggerezza, voglia di formarsi divertendosi. La classe, in pochi mesi, ha già assunto una propria identità. Il tempo trascorso insieme ha portato ognuno ad aprirsi all’altro e, così, ogni giorno può riservare una scoperta. Ascoltarsi, avere voglia di conoscersi al punto da sperare che la lezione non finisca o che possa continuare fuori dall’aula. Tutti hanno una storia da raccontare: una vita passata, una relazione finita, una speranza. Ed è questo che lega, che rende ognuno la risorsa dell’altro. Che tiene viva una classe di ragazzi che ogni giorno condividono del tempo insieme e che, ogni giorno della settimana, vogliono sperimentare, sbagliare e crescere.

Uno di loro tempo fa mi disse: «Io credo che l’amore sia il sentimento della ripetizione, quell’energia che ti dà il piacere di agire sempre per lo stesso obiettivo senza mai percepirlo come monotono». Non a caso la recitazione è l’arte della ripetizione. Ora, provate a immaginare questo saggio ragazzo, alto e possente, che “frusta” con i suoi ricci capelli una ragazza durante un’improvvisazione di movimento scenico, muovendo su e giù la testa come un frisone dinanzi a una giumenta in calore: capirete quanto sia destabilizzante e unico fare lezione al primo anno di Fondamenta.

«Io sento di volere solo questo, di essere destinata a diventare un’attrice. Non ho mai pensato a una seconda opzione, a qualcosa di più sicuro, perché ho sempre voluto questo». C’è chi non ha dubbi, e chi invece ora si sta concedendo una seconda occasione. Il viaggio è appena iniziato: «siamo ancora nel pre-creativo», direbbe qualcuno. Al momento stiamo affrontando la necessità di “disimparare”: imparare a liberarsi da comportamenti che, inconsciamente, ci rendono prigionieri e che fanno parte delle nostre difese impulsive. Liberarsi e lasciare spazio ai propri impulsi («tipo jaaazz»). E non è facile, per nessuno: “Riguardo alle reazioni in scena, ho come la sensazione di farle piccole.” “Perché ti senti piccola. Ma non ti preoccupare, ci lavoreremo”.

«Non so se è chiara ‘sta robbba, so solo che mi piace. Quei visi sconosciuti del primo giorno sono diventati parte della mia quotidianità. «Ma ora come stai?» «Ora sto bene.» «E ti senti bella?» «Da quando sono qui, sì.»

Buon viaggio a tutti. – I anno