“Salutiamoci come se ci vedessimo domani”-, un domani che durerà circa novanta giorni.
Perché dopo otto mesi in cui passi tutti i giorni in un’aula a respirare profondamente le tue emozioni e quelle dei tuoi compagni, è difficile salutarsi e salutare una parte di te che abita costantemente un luogo.
Dopo il primo weekend di vacanza in cui ho praticamente solo dormito (finalmente!), avrei voluto riprendere la routine della settimana: il riscaldamento mattutino per attivare corpo e voce, le lezioni di recitazione, lo studio di nuove scene… Cechov diceva che per lui la medicina era la moglie legittima e la letteratura la sua amante.
Faccio fatica a trovare un termine per definire cosa sia per me la recitazione. Sono al tramonto dei miei 28 anni e tante volte ho pensato a quanto sarebbe più facile non voler fare questo mestiere.
Se si decide di farlo fino in fondo è veramente un duro lavoro e me ne sto accorgendo anche stando in questa realtà accademica.
Ma per me è diventato ormai un bisogno primario. Se non vivo la recitazione in maniera attiva, in prima persona, sto male. Letteralmente male! In primis mentalmente e poi fisicamente, di conseguenza.
La recitazione è come vivere la relazione “perfetta”: puoi darti a lei in tutti i modi possibili, senza vergogna… Anzi, più si è generosi in questo e più la relazione acquisisce forza. Il teatro, come il cinema, ti accoglie a braccia spalancate in tutta la tua vulnerabilità e con tutte le ferite che ti hanno segnato.Puoi essere patetico, stupido, passionale, incazzato, pazzo, viscido, freddo, maniacale, eccitato. LUI, il teatro, non ti giudicherà mai! Ti spingerà a donarti ancora di più a te stesso, e a coloro che hanno voglia di ricevere qualcosa guardandoti.
Come quando vai a teatro a vedere uno spettacolo che ti tocca nel profondo, non ti basta stare seduto sulla tua poltroncina, senti una specie di forza magnetica che ti attrae verso il palco e ti porta a voler vivere quel luogo magico.
Mi sento profondamente grata per avere la possibilità di studiare qui, a Fondamenta. Si ha la possibilità di imparare nel concreto la pratica attoriale grazie all’insegnamento dei docenti che portano quotidianamente in classe un livello molto elevato di preparazione. E alla formazione della classe, i cui componenti sono stati scelti con immensa attenzione prestata non solo al talento, ma anche al valore umano che ciascuno ha.
Se penso anche al periodo storico che stiamo vivendo, in cui parti di mondo si frantumano come un puzzle i cui pezzi si staccano… e tu hai la grazia di poter fare ogni giorno quello che anima le tue giornate, ti senti un po’ in colpa.
Quindi bisogna andare fino in fondo, crederci davvero e magari un giorno andare in scena con personaggi che raccontano tutto quello che sta capitando portando un messaggio elevato che possa svegliare la coscienza collettiva.
Non è uno scherzo il teatro, ma un gioco molto serio che può educare chi lo vive e chi lo guarda da spettatore.




