Il lavoro che stiamo svolgendo insieme, oltre che stimolare curiosità e pensiero, consente di mettersi in gioco senza aver paura di ciò che è inaspettato, permette di creare, disfare e poi di nuovo costruire eliminando qualsiasi giudizio.
I temi affrontati sono lavoro ed economia in tutte le forme possibili. Quanto influisce il lavoro nella nostra vita e quanto sacrificio c’è? Ci identifica?
Quanto fa la differenza svolgere un lavoro piuttosto che un altro? Che rapporto ho con l’economia in base alla mia posizione nella società?
Queste sono solo alcune delle domande che ci siamo posti. Partendo poi da racconti, riflessioni, esperienze personali ed interrogandosi sulla propria quotidianità la compagnia ha creato dei frammenti, brevi monologhi che includono momenti vissuti, uno spaccato della nostra società, pensieri ed esperienze. Nella costruzione di questo progetto grande attenzione si pone sul ritmo scenico, sulla coralità e su come il corpo, che parla ancora prima che venga usata la parola, possa esprimersi al meglio.
Giulia Narizzano, assistente alla regia
Si è conclusa la seconda settimana di prove.
Quello che abbiamo sperimentato nella prima parte del percorso sta prendendo una forma più specifica.
Ogni giorno è la nascita di qualcosa che il giorno dopo germoglia e prende vita. Stiamo affrontando uno studio diverso dal solito. Non abbiamo un copione.
Ci sono il regista, l’assistente alla regia, la costumista e 16 allieve e allievi che con i propri corpi e le proprie voci creano diversi mondi.
La prima parte delle giornate è dedicata al corpo, nella seconda si va in battuta. La protagonista è stata una sedia posizionata al centro del palcoscenico.
Noi, a turno, l’abbiamo abitata, provando a darle una vita.
Abbiamo visto come questa semplice sedia di legno diventasse, di volta in volta, immagine, simbolo o inizio di una storia.
Ognuno di noi, infatti, ha portato in scena una storia personale inerente al lavoro, alla guerra, all’economia: sono emersi lati di noi che non conoscevamo e questo ci ha permesso di guardarci con occhi diversi e di addentrarci ancora di più nelle vite dei nostri compagni.
– R III anno




